Periodo di realizzazione: 1965 (pubblicazione della serie iniziata nel 1964)
È la tavola n. 10 della serie.
Wittgenstein in New York commemora il periodo trascorso dal filosofo negli Stati Uniti (nello specifico alla Cornell University) poco prima della sua morte. Paolozzi traduce questa esperienza americana in un montaggio vibrante che mescola la struttura logica del pensiero di Wittgenstein con l'energia caotica della metropoli moderna.
Visivamente, l'opera è un trionfo di pattern geometrici, scacchiere e forme meccaniche che sembrano incastrarsi come i pezzi di un microchip ante litteram. Rispetto ad altre tavole della serie, qui l'uso del colore è particolarmente audace, con accostamenti di rosso, blu e giallo che evocano le luci al neon e l'estetica urbana. L'opera suggerisce l'idea della città come un immenso "gioco linguistico" (concetto caro al secondo Wittgenstein), dove ogni segno e ogni struttura contribuiscono a definire la realtà dell'esperienza moderna.
Tecnica: Serigrafia a colori
Materiali: Inchiostro su carta (Carta d'Arches)
Dimensioni: 71,2 x 50,2 cm (dimensioni del foglio)